Sulla via del cambiamento… Attenzione ai guardiani!

In questo blog ho parlato del cambio di atteggiamento mentale come base di partenza per invertire la china che sta caratterizzando in negativo il nostro studio o la nostra attività.

Se avete letto l’articolo basato sul Mito della Caverna del filosofo greco Platone saprete bene che il processo non è per nulla facile. Questo perché viviamo in una società che fa del conformismo la sua bandiera e dove chi cerca di fare le cose in maniera differente è guardato storto.

Queste persone sono come i prigionieri della caverna di Platone. Non vogliono cambiare perché hanno paura, perché dovrebbero sforzarsi troppo, oppure temono che la tua evoluzione ti allontani da loro.

Animati da uno di questi motivi spingono affinché tu lasci quel nuovo cammino per tornare sulla vecchia e usurata strada battuta da tutti.

Per questo ci rivolgeremo a loro chiamandoli “persone demotivanti” oppure “i guardiani”.

Un guardiano è quel genitore che non vuole che tu vada a studiare/formarti fuori, perché “… Chissà cosa ti può succedere” oppure “Come farai senza di noi?” o ancora “Costa troppo (però poi ti comprano il motorino e l’iPhone nuovo modello)”.

Un guardiano è quell’amico che ha un’opinione su tutto (sulla politica, sul lavoro, sull’economia, sul tuo lavoro, sugli altri amici, sulla persona che ti sta al fianco) ma non ha mai finito l’università, non lavora e vive tra la casa dei genitori e il bar all’angolo.

Un guardiano è quell’insegnante che ti dice che non sei buono a nulla e non caverai mai un ragno dal buco, mentre non è capace di gestire venti ragazzini in croce e non ha ancora trovato un modo per rendere interessante la materia che insegna da trent’anni.

Un guardiano è quel collega che ti dice di non sbatterti a lavoro, che si studia strategicamente permessi e 104 per saltare le giornate più piene e faticose (lasciando a te la patata bollente), che parla solo di diritti e mai di doveri, che inizia a riordinare la scrivania 30 minuti prima della fine dell’orario di lavoro e che vede la sua azienda come il calvario da subire per ottenere il maledetto stipendio a fine mese.

Un guardiano è quel partner che ti dice di non frequentare un corso di formazione (perché quelli sono tutti matti) o che borbotta se un week-end lo passi ad aggiornarti fuori (che cosa diavolo ci vai a fare là?) o che si lamenta che lavori e ti impegni troppo per quello che ti danno.

Un guardiano è la televisione che ti martella dicendoti che c’è la crisi.

Un guardiano è il giornale che ti aggiorna solo sulle catastrofi, sui fallimenti delle aziende e sui necrologi.

Un guardiano è il sindacato, che parlano solo di diritti e mai di doveri.

Un guardiano è la classe politica che sproloquia, cercando di convincerti che sono loro l’unica soluzione ai problemi del paese, mentre hanno partecipato attivamente alla loro creazione.

Un guardiano è chiunque ti dica che non puoi cambiare il mondo che ti sta attorno con l’impegno, lo studio, il duro lavoro intelligente.

Devi imparare a lasciar perdere tutte queste persone. Isola coloro che sono pessimisti, critici o che sanno tutto loro – ma non hanno mai concluso nulla. Circondati solo di persone positive, propositive, disponibili e pronte a mettersi in gioco.

L’ambiente che ti circonda farà da caricabatteria alla tua vita, fornendoti le energie di cui avrai bisogno per raggiungere i traguardi che deciderai di raggiungere.

Ricordati che “C’è una forza motrice, nell’universo, superiore al vapore, all’elettricità e all’energia atomica. Questa forza è la volontà umana”. Non l’ho detto io, ma qualcuno che di queste cose se ne intendeva: Albert Einstein. Il suo guardiano fu un maestro di scuola che gli diceva sempre che lui non era portato per matematica e la fisica, e guarda dove è arrivato.

Fai lo stesso anche tu.

Pinuccio Massaiu